Fondo Pensione, Previdenza TFR

Vantaggi per l’azienda del TFR nel fondo pensione

Vantaggi per l’azienda del TFR nel fondo pensione

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La gestione del TFR in azienda

Quando si parla del TFR, e soprattutto dei vantaggi del versare il TFR in un fondo pensione, lo si fa praticamente sempre dal punto di vista del lavoratore dipendente. Mica a caso: il TFR è infatti in tutto e per tutto di proprietà del lavoratore. Per chi se lo fosse dimenticato, il Trattamento di Fine Rapporto è a tutti gli effetti una componente della retribuzione del dipendente, che viene per questo accantonata mese dopo mese. Introdotto con la Legge 297/1982, si tratta dell’evoluzione della precedente indennità di licenziamento, cosa che in Italia esiste da praticamente un secolo. Insomma, le aziende non hanno iniziato ieri a “gestire” questo fondo per i dipendenti, il cui importo annuo corrisponde all’incirca a una mensilità di stipendio. Eppure ci sono ancora parecchi dubbi sulla migliore gestione del TFR, sia da parte del dipendente, che da parte delle imprese. Su questo blog ho sottolineato più volte i benefici del versare il TFR nel fondo pensione per il dipendente, così da avere un tesoretto sicuro per la propria previdenza complementare; oggi voglio invece concentrarmi sui vantaggi per l’azienda del TFR nel fondo pensione, considerando gli aspetti fiscali, contributivi, economici e di immagine. Buona lettura!

Dove va il TFR in azienda

Prima di vedere quali sono i vantaggi per l’azienda del TFR nel fondo pensione, facciamo un veloce ripasso – per eventuali datori di lavoro distratti o semplicemente concentrati sul proprio core business, o ancora, all’avvio di un’attività imprenditoriale – delle varie destinazioni del TFR. In estrema sintesi, il TFR può essere lasciato in azienda, oppure può essere versato in un fondo pensione. Nel momento in cui il lavoratore sceglie di lasciare il TFR in azienda, questo viene ritirato al momento della fine del rapporto di lavoro. Ma in che modo l’azienda gestisce questi fondi? Nel momento in cui il Trattamento di Fine Rapporto dei lavoratori non viene affidato in un fondo, un’azienda con meno di 50 dipendenti deve gestire in prima persona l’accantonamento delle mensilità; nel caso di aziende più grandi, invece, il TFR lasciato in azienda va in realtà a finire obbligatoriamente nel Fondo Tesoreria INPS, il quale così, alla fine del rapporto di lavoro, eroga direttamente il TFR accumulato al lavoratore (entro 30 giorni).
Si capisce allora che, per la grandissima parte delle imprese italiane, il TFR lasciato in azienda è sottoposto alla gestione del datore di lavoro. In questo senso, il tesoretto del Trattamento di Fine Rapporto, quando lasciato in azienda, si traduce in un vero e proprio debito dell’impresa nei confronti dei proprio dipendenti, che diventa di mese in mese sempre più grande, fino a raggiungere dimensioni ragguardevoli: tanto che, senza una gestione accorta, ci si potrebbe perfino trovare in difficoltà al momento della liquidazione a uno o più lavoratori di vecchia data. Le difficoltà sono presenti soprattutto per quelle aziende che, in modo del tutto errato, guardano al TFR dei dipendenti come a un fondo a propria disposizione, da usare per autofinanziare la propria attività. Il che, oltre a essere sbagliato, è dannatamente rischioso!

Molto, molto meglio traghettare il Trattamento di Fine Rapporto altrove, in un fondo pensione che presenta benefici concreti per i dipendenti come per il business. Vediamo quindi quali sono i vantaggi per l’azienda del TFR nel fondo pensione.

I vantaggi per l’azienda del TFR nel fondo pensione

Possiamo dividere i vantaggi del TFR nel fondo pensione per l’azienda in 4 grandi gruppi, sapendo che ci sono benefici di ordine fiscale, di tipo contributivo, di tipo più generalmente economico e infine d’immagine. Tutti insieme questi aspetti dimostrano in modo matematico e razionale che versare il TFR in un fondo pensione è vantaggioso sia per i lavoratori che per l’azienda. Questi vantaggi, va sottolineato, derivano in gran parte dal fatto che lo stesso Stato desidera favorire il versamento del Trattamento di Fine Rapporto nei fondi pensioni, così da incentivare l’utilizzo di questa forma di previdenza complementare. In un futuro caratterizzato da politiche previdenziali sempre più deboli, con pensionamento tardi e magri, è ovvio l’interesse nel promuovere i fondi pensione, per garantire il benessere dei pensionati di domani!

I benefici fiscali per l’azienda del TFR nel fondo pensione

Iniziamo l’analisi dei vantaggi per l’azienda del TFR nel fondo pensione dagli aspetti squisitamente fiscali, che sono immediatamente comprensibili e apprezzabili. Il trasferimento del TFR in un fondo pensione rappresenta infatti un costo deducibile per l’impresa. Il beneficio va detto cambia sensibilmente in base alla dimensione dell’azienda: le micro e le piccole imprese, con meno di 50 occupati, possono in questo modo avere una deduzione dal reddito di impresa del 6%; le medie e grandi imprese, quindi con più di 50 dipendenti, hanno una deduzione del 4%, da applicare sul totale del TFR annuo conferito al fondo pensione. E non sono certo briciole: una piccola impresa in questo modo può arrivare a dedurre oltre 30.000 euro all’anno.

I vantaggi contributivi per il datore di lavoro

Visti i vantaggi fiscali per l’azienda del versare il TFR dei propri dipendenti in un fondo pensione, passiamo ai benefici contributivi. Un’impresa che destina il TFR in forme di previdenza complementare ha infatti l’esenzione dal versamento dello 0,2% del monte retributivo a titolo di versamento al Fondo di Garanzia INPS, e una seconda esenzione dello 0,28% degli oneri impropri da versare all’INPS. Pensiamo in questo secondo caso a oneri come maternità, malattia, assegni per i nuclei familiari, e così via. Qui il risparmio non è grande come quello garantito a livello fiscale, ma è pur sempre presente: un’impresa con un monte retributivo di circa 30 mila euro si troverebbe infatti a risparmiare fino a quasi 1.500 euro all’anno.

I benefici economici per l’impresa

Vediamo ora i vantaggi economici per l’impresa che, di comune accordo con i propri lavoratori, decide di versare il TFR in un fondo pensione. Va sottolineato qui che l’azienda che gestisce internamente il Trattamento di Fine Rapporto dei propri dipendenti deve accollarsi l’onere della rivalutazione annuale dei fondi accumulati. Ogni anno, infatti, il TFR deve essere rivalutato per un ammontare pari all’1,5%, al quale si somma il 75% della rivalutazione fatta dall’Istat. Ecco, con il versamento del TFR in un fondo pensione l’azienda si lava completamente le mani di questo passaggio, con un ulteriore risparmio che, anno dopo anno, è tutt’altro che trascurabile.

Un aiuto all’employer branding

Fino a questo punto i vantaggi per l’azienda del TFR nel fondo pensione sono stati oggettivi, razionali e piuttosto facilmente calcolabili, in base al numero di dipendenti e all’ammontare dei rispettivi TFR. C’è però un ultimo vantaggio, meno calcolabile e proprio per questo meno considerato dalle aziende e dai commentatori, il quale però a mio avviso – soprattutto in questa epoca – non può essere trascurato del tutto. Un’azienda che propone ai propri dipendenti di versare il rispettivo TFR in un fondo pensione guadagni infatti punti a livello d’immagine, nella consapevolezza che questa scelta assicura grandi vantaggi anche ai lavoratori, che grazie a tale decisione possono vedere crescere mese dopo mese il proprio tesoretto per la pensione. E potranno così contare su un investimento flessibile, pienamente controllabile, che apre inoltre la possibilità di versamenti volontari con una deducibilità annua fino a 5.164 euro.

Insomma, i vantaggi per l’azienda del TFR nel fondo pensione sono tanti e diversi: vale davvero la pena considerare seriamente la cosa. Desideri un supporto esperto per valutare questa scelta? Contattami: sono al fianco di tante imprese nel campo della gestione dei fondi pensione, del risk management e della scelta delle migliori soluzioni assicurative. E non dimenticarmi di seguirmi sui social, ovvero sui Facebook,  LinkedIn Instagram!

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