Rischi trascurati dalle imprese: 4 esempi da conoscere
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Puntualmente ogni anno vengono redatte nuove classifiche dedicate ai rischi maggiormente percepiti dalle imprese a livello nazionale e internazionale. Di volta in volta cambiano i criteri utilizzati e i campioni interpellati, ma i risultati sono spesso piuttosto simili, con rischi come la scarsità delle materie prime, le crisi economiche e la crescita della concorrenza a conquistarsi la parte alta della classifica. Conoscendo però quelli che sono i reali bisogni delle imprese italiane, e sapendo fin troppo bene quanto sia ridotta nella nostra economia la cultura assicurativa, in questo inizio di anno ho scelto di partire da una prospettiva contraria: voglio infatti spostare l’attenzione verso i rischi trascurati dalle imprese, e quindi lì dove gli imprenditori italiani finiscono per essere inconsapevolmente più esposti. Sono infatti convinto che, al fianco delle sfide maggiormente percepite, sia premiante conoscere anche i rischi sottovalutati, evitando così di cullarsi in un’illusoria sicurezza mentre l’azienda resta esposta a minacce “invisibili”.
In questo articolo vedremo quindi 4 esempi di rischi trascurati dalle imprese che, se individuati, analizzati e gestiti, possono innalzare in modo concreto la tutela del business e del patrimonio.
Quattro rischi trascurati dalle imprese
1- Incendi legati ai pannelli fotovoltaici: installato non significa gestito
Il fotovoltaico in Trentino sta aumentando velocemente: ogni giorno nascono piccoli e grandi impianti per la produzione di energia elettrica rinnovabile a partire dai raggi del sole, e spesso i pannelli fotovoltaici trovano posto sui tetti e sulle coperture delle imprese, che in questo modo si rendono più green e più autonome. E se non ci sono dubbi nel sottolineare la positività della transizione energetica a livello dei singoli business, è bene anche ricordare che la messa in opera di un impianto di questo tipo genera nuovi rischi. Negli ultimi anni sono stati infatti registrati diversi incendi presso imprese, magazzini e condomini, innescati proprio a livello degli impianti fotovoltaici. Si parla nella maggior parte dei casi di impianti installati e poi “dimenticati”, e dunque senza nessuna manutenzione (e in minor parte di impianti realizzati con componenti non certificati, da parte di tecnici non specializzati o non accreditati). Si parla quindi del rischio di incendio, del potenziale danneggiamento dello stabile, dei macchinari e della merce, ma anche di diversi danni indiretti e del fermo dell’attività. Con una buona gestione del rischio, a partire da un’analisi approfondita delle minacce presenti, evenienze di questo tipo possono essere scongiurate sul nascere: per questo motivo la consulenza di un risk manager è sempre preziosa.
2- Dissesto idrogeologico: spesso il danno arriva dopo
Le fondamenta del magazzino che sprofondano per il cedere del terreno. Il capannone che viene inondato dall’acqua per l’uscita dagli argini del vicino fiume. L’intera azienda resa inagibile per via di una frana che ha bloccato ogni accesso. Con l’obbligo di CAT NAT, che in questi mesi è arrivato anche per le piccole imprese, l’imprenditore dovrebbe sentirsi giustamente più sicuro di fronte ai potenziali danni conseguenti a frane, inondazioni o sismi. Come mai quindi cito il dissesto idrogeologico tra i rischi trascurati dalle imprese, proprio ora che è in crescita iperbolica la sottoscrizione delle polizze contro la catastrofi naturali? Semplice: perché molti imprenditori, poco o male informati dalle compagnie assicurative o dal proprio inefficiente consulente assicurativo, non sanno che le polizze CAT NAT obbligatorie, nella loro forma basilare, non coprono i danni indiretti, quali per esempio le perdite di produzione, il venir meno del fatturato, i costi operativi che restano durante la sospensione. È bene quindi evidenziare il fatto che un evento di questo tipo molto spesso colpisce più partite contemporaneamente, e che il danno vero e proprio spesso arriva dopo, colpendo l’impresa lì dove non è protetta.
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3- Business Interruption: il fermo uccide le PMI
Visto il punto due, in questa selezione dei principali rischi trascurati dalle imprese non poteva mancare l’interruzione del business, ovvero la perdita di operatività aziendale conseguente un evento critico, sia esso un incendio, un’alluvione, un venir meno delle forniture. Per capire quanto questo trascurato rischio sia persistente basta sottolineare il fatto che per ben 10 anni di fila la Business Interruption si è classificata nelle prime due posizioni dell’Allianz Risk Barometer. Fin troppo spesso l’attenzione delle imprese si concentra sul solo danno diretto, senza pensare che a mettere in ginocchio le aziende sono spesso il tempo di fermo delle attività, la perdita di clienti, la difficoltà di ripartenza, il danno reputazionale. Pensa per esempio a un’azienda alimentare che, per via di un corto circuito, affronta un incendio nel reparto confezionamento. Grazie a un buon sistema d’emergenza, le fiamme vengono domate velocemente. Ma la linea di produzione viene danneggiata, e il fumo e la fuliggine contaminano l’intero stabilimento: giocoforza, pur a fronte di danni diretti ridotti, la produzione si deve fermare completamente per una bonifica e per la riparazione e la sostituzione degli impianti. Si parla di merci buttate, di settimane di fermo, di mancato fatturato, di costi fissi invariati a cui si sommano costi straordinari. E ancora: di perdita di clienti, di perdita d’immagine, e quindi di una lunga serie di danni indiretti che possono mettere in ginocchio qualsiasi attività che non preveda una polizza Business Interruption.
4- Incidenti con muletti: frequenti e sottovalutati
Urti tra macchinari, investimenti e danni alle persone, danneggiamento della merce trasportata, scaffalature e continuità operativa. L’INAIL ha registrato centinaia di casi in cui gli incidenti con dei carrelli elevatori hanno portato a infortuni seri. Quando va bene, invece, si tratta di incidenti che determinano “solo” dei danni alle cose, pur sapendo che basta una manovra errata per distruggere migliaia di euro di merce. Ma quali sono i motivi che rendono questo rischio così frequente? Ebbene, le cause sono diverse: si spazia dall’utilizzo di carrelli non a norma o non mantenuti correttamente alla scorretta definizione delle vie di transito (o al mancato rispetto delle regole stabilite), per arrivare a una ridotta competenza degli operatori, con conseguenti cadute del carico movimentato in fase di manovra, di abbassamento o di sollevamento delle forche. Spesso, inoltre, si ha che fare con delle “semplici” distrazioni, a rimarcare il fatto che il rischio più comune è quello che nasce dalla routine, dopo mesi, settimane e giornate intere passate su un muletto. A peggiorare il tutto c’è il fatto che di frequente queste tematiche vengono trattate solamente come un argomento di sicurezza, pensando che “basta essere assicurati”. Ma non è così: gestire il rischio in modo efficace vuol dire ridurre sia la probabilità del rischio che l’eventuale impatto diretto e indiretto.
Dall’analisi del rischio alla protezione dell’azienda
Questi sono solamente alcuni dei rischi trascurati dalle imprese. Con una consulenza di risk management posso individuare e analizzare i rischi presenti nella tua azienda, per mettere in campo così le necessarie azioni per eliminare, ridurre o ritenere il rischio in modo efficace: come spiego nell’ebook pratico e gratuito “Polizze Intelligenti”, infatti, il mio approccio prevede prima di tutto di gestire e ridurre il rischio, e solo successivamente di individuare le coperture assicurative più idonee, così da avere la certezza di essere davvero protetti, riducendo i costi assicurativi ed evitando qualsiasi copertura superflua.
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