
Molti imprenditori sono convinti che la franchigia sia soltanto uno strumento per ridurre il costo delle polizze assicurative. Questa clausola può avere un ruolo molto più strategico. In questo articolo voglio spiegare quale sia il vero valore della franchigia, così come faccio spesso durante le consulenze assicurative rivolte alle imprese che desiderano definire una strategia efficace di gestione del rischio. In generale tutti sanno che cos’è la franchigia, ma sono meno numerose le aziende che ne comprendono il significato al di là del semplice risparmio economico.
Nei prossimi paragrafi vedremo quindi vantaggi e svantaggi delle polizze aziendali con franchigia, per approfondire poi il suo ruolo all’interno di una corretta strategia di risk management.
Cos’è la franchigia
Come anticipato, la maggior parte delle persone ha un’idea generale di cosa sia la franchigia, ma vale la pena ricordare alcuni aspetti che spesso generano confusione.
La franchigia è una clausola inserita nel contratto assicurativo che stabilisce un importo fisso che rimane sempre a carico dell’assicurato.
In caso di sinistro, quindi, l’azienda che ha sottoscritto la polizza deve sostenere direttamente la quota indicata, mentre la compagnia assicurativa interviene solo per la parte eccedente tale soglia.
Facciamo un esempio: se il danno ammonta a 20.000 euro e la franchigia è pari a 5.000 euro, la compagnia assicurativa liquiderà 15.000 euro, mentre i restanti 5.000 euro saranno a carico dell’azienda.
Esiste anche la cosiddetta franchigia relativa: in questo caso il danno resta interamente a carico dell’assicurato se non supera la soglia stabilita, mentre viene coperto totalmente dalla compagnia assicurativa quando la supera.
È importante inoltre distinguere la franchigia dallo scoperto. Quest’ultimo infatti è espresso in percentuale sull’importo del danno e può essere calcolato solo dopo la valutazione del sinistro e delle sue conseguenze.
I vantaggi di una polizza aziendale con franchigia
Per comprendere il ruolo della franchigia nell’ottimizzazione dei costi assicurativi e nella gestione del rischio, è utile analizzarne i principali vantaggi, anche nel caso di franchigie elevate.
Riduzione dei costi assicurativi
Il beneficio più noto riguarda il premio assicurativo. All’aumentare della franchigia, infatti, tende a diminuire il costo della polizza, perché la compagnia premia le aziende disposte a trattenere una parte del rischio.
Maggiore responsabilizzazione interna
Sapere che una parte dei danni resterà comunque a carico dell’azienda favorisce un controllo più attento dei processi e delle attività operative. Questa maggiore consapevolezza può contribuire nel tempo a ridurre la frequenza dei sinistri e a migliorare l’organizzazione aziendale.
Maggiore capacità di negoziazione
Un’azienda disposta a valutare franchigie adeguate non solo può ottimizzare la spesa assicurativa, ma dispone anche di maggiori margini di trattativa con le compagnie, potendo costruire soluzioni più personalizzate.
Gli svantaggi della franchigia in polizza
L’inserimento di una franchigia, soprattutto se elevata, comporta anche alcuni svantaggi che devono essere valutati con attenzione. Il rischio principale è lasciarsi guidare esclusivamente dal desiderio di ridurre il premio assicurativo senza considerare le conseguenze nel lungo periodo.
Possibile impatto sulla liquidità aziendale
In una polizza costruita correttamente la franchigia non dovrebbe mettere in difficoltà l’azienda. Tuttavia, in presenza di sinistri frequenti o di una strategia di gestione del rischio poco strutturata, la franchigia può generare tensioni finanziarie anche significative.
Annullamento del risparmio sul premio
Il risparmio accumulato negli anni grazie a un premio più basso può essere completamente azzerato da un singolo sinistro, soprattutto quando la franchigia è particolarmente elevata.
Gestione diretta dei sinistri minori
Per i danni inferiori o prossimi alla franchigia, l’azienda deve spesso intervenire autonomamente, gestendo direttamente il problema senza il supporto operativo della compagnia assicurativa.
Il ruolo della franchigia nella gestione del rischio
Dall’analisi dei pro e dei contro emerge chiaramente che la franchigia non è soltanto uno strumento per abbassare il costo delle polizze. La vera domanda che il management dovrebbe porsi non è quindi: “Quanto posso ridurre il premio assicurativo?”, bensì: “Quale livello di rischio conviene trattenere in azienda?”
La franchigia può essere vista come una forma di ritenzione del rischio, cioè una sorta di autoassicurazione parziale. L’impresa sceglie di gestire direttamente i rischi più ordinari e frequenti, affidando invece alla compagnia assicurativa i rischi più rilevanti, straordinari o catastrofali.
Stabilire quale sia il livello corretto di ritenzione del rischio non è semplice. Per questo motivo è spesso utile il supporto di un consulente assicurativo esperto in risk management.
Il percorso di consulenza parte normalmente da un’analisi approfondita dell’azienda, con la mappatura dei rischi e lo studio dello storico dei sinistri.
Questi elementi permettono di individuare una franchigia coerente con la reale capacità dell’impresa di assorbire eventuali perdite.
Quando conviene una franchigia alta
In linea generale, franchigie anche consistenti possono risultare vantaggiose per aziende con una situazione finanziaria solida e una gestione del rischio già strutturata.
Una buona liquidità, uno storico dei sinistri stabile e contenuto e un efficace sistema di prevenzione rappresentano condizioni ideali per sostenere una franchigia elevata senza compromettere l’equilibrio finanziario dell’impresa.
Al contrario, aziende con margini ridotti, flussi di cassa irregolari o una frequenza elevata di piccoli sinistri potrebbero trarre maggior beneficio da franchigie basse o da polizze prive di franchigia. Lo stesso vale per le imprese di recente costituzione o per le startup, che spesso non dispongono né di uno storico dei sinistri né di adeguate riserve di liquidità.
La franchigia può quindi aumentare la consapevolezza del rischio all’interno dell’azienda e contribuire a ottimizzare i costi assicurativi, ma può anche diventare un fattore di criticità se non viene impostata correttamente.
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