Salute

Una polizza long term care come investimento: ecco perché

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Investire sulla salute: ecco perché farlo

Si potrebbe pensare che in Italia il privato cittadino non abbia motivo di investire sulla salute, ovvero di investire una (piccolissima) parte dei propri risparmi in una polizza sanitaria. In effetti il Servizio Sanitario italiano è universale, garantendo a tutti il diritto di curarsi: a mettere nero su bianco questo diritto è la Costituzione, all’altezza dell’articolo 32. Anche per questo quello italiano è praticamente sempre ai primi posti nelle classifiche dei sistemi sanitari. Il problema è che il diritto di curarsi viene sì garantito, da un sistema che però spesso non ha i mezzi per assicurare delle cure in tempi brevi. Ecco che allora si hanno settimane o mesi di attesa per fare dei test clinici e degli esami diagnostici, con attese medie che spesso superano i 50, i 100, i 150 giorni. Per questo semplice motivo molto spesso gli italiani, pur potendo contare su un Servizio sanitario universale e pubblico di buon livello, si trovano costretti a scegliere le prestazioni private, certamente più costose, ma anche molto più rapide. Se per una mammografia con il pubblico si possono aspettare per esempio oltre 170 giorni, in una clinica privata è possibile prenotarne nel giro di una settimana, o anche meno. Da qui si capisce che una polizza sanitaria può trasformarsi in un investimento, ovvero in qualcosa che effettivamente ci permette di risparmiare in caso di bisogno: da una parte permette di accedere alla cure migliori e in tempi brevi, dall’altra lo fa coprendo i costi altrimenti alti, altissimi e non di rado insostenibili di visite, esami, operazioni, ricoveri e via dicendo. Per dimostrare quanto un’assicurazione sanitaria può rivelarsi un ottimo investimento voglio però portare l’esempio di una polizza precisa e spesso trascurata: la polizza long term care. Vediamo di cosa si tratta, perché una polizza per la non autosufficienza è preziosa e come funziona.

Cos’è una polizza long term care

La polizza long term care rappresenta un ottimo esempio per mostrare quanto e come un’assicurazione sanitaria può effettivamente costituire un investimento intelligente per il proprio futuro e per quello della propria famiglia. Prima di tutto, spieghiamo di cosa si tratta: la polizza long term care è una soluzione assicurativa che va a coprire le spese relative all’impossibilità dell’assicurato di svolgere in modo autonomo le normali attività quotidiane, come mangiare, lavarsi e muoversi. La non autosufficienza può essere causata da un infortunio, da una malattia o dalla senescenza, e la polizza long term care interviene in questi casi nel coprire gli alti costi di gestione di queste situazioni.

La non autosufficienza in Italia: i numeri

I numeri Censis ci dicono che in Italia vivono 3 milioni e 800 mila persone anziane non autosufficienti. E questo numero, con l’invecchiamento della popolazione, è destinato a crescere: si stima che nel 2030 saranno in tutto 4,4 milioni, per diventare 5,4 milioni nel 2050. Guardando alle persone con un’età compresa tra i 55 ei i 74 anni, già oggi 1 persona su 20 non è autosufficiente. Oltrepassata tale soglia, dai 74 anni in su, non è autosufficiente una persona su 3.

I costi della non autosufficienza

La non autosufficienza di una persona fa scaturire dei fabbisogni assistenziali molto alti. Una persona che non riesce a muoversi, a lavarsi o a mangiare da sola ha di fatto bisogno di assistenza continua. Ecco che allora in Italia in circa persona non autosufficiente è molto spesso un familiare, che si trova a “sacrificare” la propria vita per seguire il proprio caro; altre volte si parla invece di badanti, nonché ovviamente dell’affidamento della persona a una struttura sanitaria o assistenziale. Il refrain è quello noto: pagare una badante a tempo pieno è tutt’altro che facile, esaurendo i risparmi di famiglia; ecco che allora si può prendere in considerazione di prendersi cura direttamente del familiare, rinunciando però a uno stipendio, soluzione che può portare al medesimo risultato. Sono stati fatti del resto tanti studi per stimare in media quali siano i costi della gestione assistenziale di una persona non autosufficiente: in linea di massima per poter avere un’assistenza continua da parte di una badante si spendono in media circa 30.000 all’anno. Con questa somma infatti si paga lo stipendio lordo di una badante più quello part time di un’altra badante, che va a coprire le assenze – giorni di riposo, vacanze, permessi e via dicendo – della bandate principale. Quante famiglie possono permettersi di sborsare 30.000 euro all’anno? E quante possono farlo anno dopo anno? Pensiamo a una persona che perde l’autosufficienza a 65 anni, e che avrà bisogno di assistenza continua per il resto della vita: si potrebbe parlare di 20 anni di assistenza, e quindi di 600.000 euro. E questi sono i costi relativi all’opzione rappresentata dalla badante; nel caso si scegliesse una struttura privata per un’assistenza continua e di qualità, i costi annuali possono crescere di parecchio, tra i 40 mila e i 52 mila euro all’anno.

Come funziona una polizza long term care

I numeri ci dicono quindi che la stipula di una polizza long term care può essere effettivamente un investimento intelligente, e lo sarà sempre di più. Ma come funziona questa tipologia di polizza sanitaria? Va detto che esistono diversi modelli di polizze long term care: nel caso classico, molto semplicemente, è previsto il pagamento di un premio per tutta la vita dell’assicurato, per esempio a cadenza mensile. Nell’eventualità del venir meno dell’autosufficienza, per via di un infortunio, di una malattia o dell’avanzare dell’età, la compagnia assicurativa inverte il flusso: dal pagare un premio si passa al ricevere una copertura per tutta la vita.
Precisiamo ora alcuni aspetti. Prima di tutto, va detto che la polizza long term care può essere stipulata solamente da una persona pienamente autosufficiente; in secondo luogo, un’assicurazione di questo tipo prevede tipicamente dei periodi iniziali di “non copertura” per autosufficienza dettata da alcune tipologie di malattie, come quelle nervose o mentali, per le quali solitamente la possibilità di risarcimento parte dopo 1, 2 o 3 anni dalla stipula. Va poi sottolineato che allo Stato conviene poter contare su dei cittadini che, per mezzo di una polizza sanitaria long term care, possono prendersi cura di sé stesse anche al venir meno dell’autosufficienza: da qui il fatto di poter detrarre dall’Irpef il 19% dei premi annui versati, fino a un massimo di 1.291 euro.

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