Imprese e risk management

Polizza catastrofale per piccole imprese: quando l’obbligo diventa opportunità

Polizza catastrofale per piccole imprese: quando l’obbligo diventa opportunità

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Polizza CAT NAT: le ragioni dietro l’obbligo

Il nostro è un paese fragile. Come riportato da ISPRA, il 94,5% dei Comuni presenta delle aree classificate a rischio idrogeologico; più del 18% del territorio nazionale risulta a elevata pericolosità. La minaccia più diffusa in assoluto in Italia è quella rappresentata dalle frane, con oltre 636.000 eventi censiti dall’ultimo rapporto Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Guardando invece al numero di persone, oltre 1,3 milioni di cittadini vivono in zone a rischio frana, 6,8 milioni in aree soggette ad alluvioni e 2,9 milioni sono esposti a inondazioni ricorrenti. Dovrebbero bastare già questi dati a motivare la decisione del legislatore di introdurre l’obbligo di polizza catastrofale per piccole imprese, così come fatto anche per le realtà di dimensioni medie e grandi.

Ma c’è di più: di fronte a un rischio tutt’altro che trascurabile, solamente il 7% delle imprese in Italia – prima dell’obbligo – vantava una copertura contro le catastrofi naturali. Di conseguenza lo Stato si trovava ogni anno a spendere cifre comprese tra i 7 e i 10 miliardi di euro per risarcire i danni da eventi estremi. Da una parte, quindi, l’obbligo di Polizza catastrofale per piccole imprese è spinto dalla necessità di tutelare il patrimonio delle aziende e di garantire la continuità operativa del business; dall’altra la creazione di questo sistema sinergico pubblico-privato ha l’obiettivo di limitare la dipendenza delle aziende dagli aiuti pubblici, ridistribuendo quindi l’impatto economico tra imprese, compagnie assicurative e Stato.

Già da queste righe si dovrebbe però capire che l’obbligo di polizza catastrofale per piccole imprese è più di una legge calata dall’alto: si tratta di uno stimolo importante per la messa in sicurezza del business, che si configura dunque anche come un’opportunità di crescita. Questo sapendo peraltro che il fatto stesso di introdurre un obbligo ha permesso e permetterà di avere via via delle tariffe assicurative più convenienti, con la possibilità dunque di mettere al riparo il futuro dell’impresa a fronte di premi contenuti.

Ma quali sono nello specifico i vantaggi della polizza catastrofale per piccole imprese? Vediamoli.

Polizza catastrofale per piccole imprese: l’obbligo in sintesi

Intendo spiegare i vantaggi della polizza catastrofale per piccole imprese restando nel perimetro dell’obbligo: vale quindi la pena sintetizzare cosa dice la normativa in vigore.

L’obbligo per le imprese italiane o con sede in Italia di sottoscrivere una CAT NAT prevedeva in origine una scadenza per l’adeguamento unica per tutte le imprese; per intervento del Decreto Milleproroghe (D.L. 207/2024) e successivamente del D.L. 39/2025 (convertito in legge il 21 maggio 2025) si è invece deciso di fissare tre scadenze diverse, in relazione alle dimensioni delle imprese. È per questo che le grandi aziende hanno dovuto adeguarsi entro il 31 marzo 2025; che per le medie imprese hanno avuto tempo fino a poche settimane fa, ovvero al 30 settembre 2025; che per le micro e piccole imprese l’obbligo scatterà il 1° gennaio 2026.

Le grandi e le medie imprese dovrebbero quindi aver già stipulato una polizza, così come del resto hanno fatto tante PMI, avendo colto con anticipo la possibilità di proteggere il proprio business. Chi invece ha ritardato questa decisione deve sapere che l’obbligo di polizza catastrofale per piccole imprese è previsto per tutte le attività commerciali e per le società di qualunque tipo, laddove invece risultano esentati i professionisti che non sono organizzati in società, con studi che non risultano censiti nel Registro delle Imprese. Non c’è inoltre nessun obbligo per le imprese agricole e per le imprese i cui beni sono gravati da abuso edilizio o risultano costruiti senza le autorizzazioni pubbliche necessarie.

Per assolvere all’obbligo, la polizza catastrofale per piccole imprese deve coprire terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature da danni provocati da alluvioni, inondazioni, frane ed eventi sismici.

CAT NAT per PMI: quando l’obbligo diventa opportunità

Di certo l’obbligo per le imprese di stipulare una polizza Cat Nat è, da molte prospettive, singolare e innovativo. Questa misura porta infatti a un’interessante evoluzione del rapporto tra aziende, mercato assicurativo e Stato; e introduce in realtà non uno, ma due obblighi, guardando da una parte alle imprese, e dall’altra alle compagnie assicurative, obbligate per l’appunto a mettere a punto delle polizze per i propri clienti.

Ma non è tutto qui, in quanto può sembrare strano che l’obbligo di polizza catastrofale per piccole imprese non sia seguito da nessun tipo di sanzione pecuniaria. Di fatto le imprese che decideranno di non stipulare una polizza Cat Nat non andranno incontro a nessuna multa. Semplicemente, non potranno accedere a contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche; e questo nemmeno in caso di calamità. Si può quindi affermare che la sanzione è “indiretta”.

In realtà l’assenza di sanzione sottolinea la spinta che la norma impone verso una maggiore cultura del rischio e della prevenzione. È insomma un’evoluzione culturale: la polizza Cat Nat obbligatoria non deve essere vista come una tassa speciale, quanto invece come una sensata forma di investimento, per proteggere il capitale dell’impresa, per accrescere la sua affidabilità e la sua solidità. Basti pensare al fatto, per fare un esempio, che un’impresa assicurata contro le catastrofi naturali risulta automaticamente più affidabile e più credibile agli occhi di istituti di credito e di stakeholder, vantando degli strumenti ulteriori per gestire il rischio. È stato fatto notare da diversi osservatori, peraltro, che un’impresa che si tutela contro le catastrofi naturali, essendo più affidabile di altre, potrebbe meritare anche delle migliori condizioni di credito.

Una questione di disaster recovery

Il terremoto, l’inondazione. Ma anche l’esondazione del fiume che attraversa la città, la frana che interessa un quartiere periferico. Le catastrofi naturali non sono lontane o remote come si potrebbe pensare. Basti pensare a uno dei disastri più gravi della storia recente italiana, ovvero l’alluvione in Emilia-Romagna del 2023, che ha colpito 80 Comuni, che ha fatto 17 vittime, che ha sfollato 37mila persone, e che ha portatato 5mila aziende a chiedere degli indennizzi.

Ebbene, in una situazione di questo tipo, grazie alla polizza catastrofale per piccole imprese, affrontare un evento di questo tipo può essere totalmente diverso, per rialzarsi subito: in questo modo è possibile salvare il business, salvaguardare il capitale, recuperare i macchinari, proteggere i clienti e mantenere i posti di lavoro. L’azienda assicurata ha le basi necessarie per avviare l’attività di disaster recovery già dal giorno dopo la catastrofe, con attività di bonifica, di decontaminazione, di rimessa in ordine dei locali, laddove invece la medesima impresa senza polizza Cat Nat potrebbe ritardare, mettendo in definitiva crisi il business.

Come ho spiegato nel mio ebook “Polizze Intelligenti – Il nuovo approccio assicurativo per imprenditori consapevoli” (lo puoi scaricare gratuitamente qui) la prevenzione inizia sempre con un’analisi del rischio attenta, per individuare i propri punti deboli e per mettersi al riparo, ottimizzando la strategia e riducendo i costi assicurativi.

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