Il fondo pensione come leva strategica di welfare e di retention per le aziende
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Futuro pensionistico e retention: due temi di scottante attualità
Due temi praticamente sconosciuti fino a qualche anno fa, oggi attualissimi, che trovano un importante punto d’incontro: da una parte l’incertezza del futuro pensionistico, che getta lunghe ombre sulla vecchiaia serena dei lavoratori di oggi; dall’altra la diffusa difficoltà delle aziende di trattenere nel tempo le proprie risorse chiave, con una employee retention pericolosamente bassa. A prima vista questi due temi sembrerebbero molto distanti, ma non è così: a creare una solida connessione tra questi due aspetti c’è infatti la previdenza complementare, con il fondo pensione come strumento di retention.
Due problemi che trovano soluzione nella previdenza integrativa
Per quanto riguarda le pensioni future, il tema è ormai conosciuto ai più: se oggi chi va in pensione prende l’81,5% dell’ultima retribuzione, chi andrà in pensione nel 2060 dovrà accontentarsi invece del 64,8% (stando all’ultima indagine del Censis) con un tasso di sostituzione sempre più basso. Per i lavoratori diventa quindi importante rafforzare il proprio futuro pensionistico, sapendo che proprio il fondo pensione rappresenta una delle soluzioni più efficaci.
Il tema della employee retention è invece meno noto al grande pubblico, pur costituendo un problema di primissimo piano per un gran numero di aziende, soprattutto in settori come hospitality, ristorazione, software e IT, retail e sanità. Molte di queste imprese registrano tassi di turn over molto alti, con un numero consistente di dipendenti che – per i più differenti motivi – decidono di lasciare precocemente il posto di lavoro; questa continua perdita di talenti si trasforma in alti o altissimi costi per l’azienda, in termini di sostituzione, di selezione del personale, di formazione, di danno reputazionale e morale, e via dicendo.
In questo scenario entra in gioco il fondo pensione come strumento di retention: vediamo come.
Il ruolo del welfare per assicurare stabilità e crescita dell’azienda
Solitamente, quando parlo dei vantaggi del fondo pensione, cito le importantissime agevolazioni fiscali per dipendenti e per aziende, la possibilità di costruire un futuro economico sereno con un sacrificio minimo, e così via.
Oggi parto però da un’altra prospettiva: per capire l’importanza del fondo pensione come strumento di retention è infatti bene ripassare il significato di welfare aziendale. Questo rappresenta ormai uno degli strumenti più efficaci per garantire stabilità e sostenere la crescita di un’azienda nel medio e nel lungo periodo. E no, non si tratta solo di un insieme di benefit accessori, quanto di una leva strategica capace di incidere concretamente sul benessere dei dipendenti e, di conseguenza, sulle performance complessive dell’impresa. Un sistema di welfare ben strutturato contribuisce infatti a creare un ambiente di lavoro più sereno, riducendo il turnover e aumentando il livello di engagement.
In questo contesto, il fondo pensione assume un ruolo centrale: offre ai lavoratori una prospettiva di sicurezza futura, rafforzando il senso di appartenenza all’azienda. Come ben sanno gli imprenditori più attenti, quando i dipendenti percepiscono un reale interesse da parte dell’impresa verso il loro futuro previdenziale, tendono a sviluppare maggiore fiducia e motivazione.
Vale inoltre la pena ricordare che, per le aziende, investire nel welfare significa anche migliorare la propria attrattività sul mercato del lavoro, facilitando il reclutamento di talenti e la fidelizzazione delle risorse chiave. In un contesto competitivo e in continua evoluzione, il welfare non è più un costo, diventando invece un investimento strategico in capitale umano, capace di generare un valore via via più importante nel tempo.
Il fondo pensione come strumento di retention: come funziona
Nel prossimo paragrafo approfondiremo l’ovvio vantaggio della previdenza complementare per l’ottimizzazione finanziaria dell’impresa. Prima però è bene fare luce sugli effettivi benefici del fondo pensione come strumento di retention, sapendo che questo può diventare il mezzo ideale per valorizzare la retribuzione complessiva dei dipendenti.
Ogni azienda dovrebbe puntare a costruire un rapporto di fiducia con i propri talenti, aumentando quindi nel tempo fedeltà e coinvolgimento. E sì, porre attenzione al futuro previdenziale dei dipendenti in questo scenario può diventare un game changer, migliorando in modo concreto le strategie di staff retention. Dal punto di vista del responsabile HR, peraltro, è bene sottolineare che non solo di retention si tratta: con una strategia di questo tipo diventa infatti anche più facile attrarre nuovi dipendenti, con i lavoratori che dimostrano di apprezzare i benefit che contemplano una visione a lungo termine.
Convincendo i dipendenti a versare il proprio TFR nel fondo pensione e trasferendo in esso delle risorse si riesce quindi a offrire ai lavoratori un valore aggiunto oggettivo, concreto, che però guarda al futuro. Il tutto senza l’impatto finanziario che potrebbe avere un normale incremento salariale diretto.
I vantaggi per l’azienda che punta sulla previdenza complementare
A rendere particolarmente interessante il fondo pensione come strumento di retention ci sono ovviamente anche i vantaggi più generali dei fondi previdenziali per le aziende. Prima di tutto c’è la deduzione extra sul reddito imponibile relativo al TFR conferito alla previdenza complementare, con una deducibilità complessiva dal reddito d’impresa del 106% (per le aziende fino a 59 dipendenti) e del 104% (per le aziende con 60 o più dipendenti). Si parla poi dell’esonero del pagamento dei contributi al Fondo di Garanzia INPS, della riduzione degli oneri improprio, nonché della cancellazione dei costi relativi alla rivalutazione del TFR (che possono essere molto alti in periodi di inflazione).
E poi per l’appunto c’è la questione del trasferimento di ulteriori risorse nei fondi pensione dei lavoratori da parte dell’azienda, all’interno di una strategia di welfare: qui è bene ricordare che questi contributi non costituiscono reddito da lavoro, risultando dunque sgravati dai costi aggiuntivi che portano con sé gli aumenti di salario.
Si capisce dunque che utilizzare il fondo pensione come strumento di retention è doppiamente vantaggioso!
Come spiegare ai dipendenti i vantaggi di versare il TFR nel fondo pensione
Alla base dell’intero discorso relativo all’utilizzo del fondo pensione come strumento di retention ci deve essere ovviamente la decisione dei dipendenti di versare il TFR in un fondo pensione (sapendo che per i neoassunti l’adesione al fondo pensione diventa automatica).
Il ruolo dell’azienda qui è quello di comunicare in modo efficace i vantaggi del fondo pensione, che si configura ancora oggi fin troppo spesso come un’opportunità non conosciuta e mancata.
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