Imprese e risk management

Danni indiretti: prevenirli e garantire la continuità operativa

garantire la continuità operativa

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Danni indiretti: il nemico nascosto che può far chiudere un’azienda

Non temere, non tornerò a spiegare cosa sono i danni indiretti: l’ho già fatto, peraltro più volte, nella consapevolezza che tanti imprenditori non hanno ben chiara l’esistenza di questo secondo livello di dannosità in caso di incendi, di allagamenti, di attacchi informatici, e via dicendo. Per l’appunto, l’ho già fatto; oggi voglio invece concentrarmi su uno step successivo, ovvero sul come garantire la continuità operativa di un’impresa o di un business pur in presenza del sommarsi di danni diretti e indiretti.

Certo, immaginarsi in una situazione di questo tipo non è piacevole; eppure alla base di una buona strategia di gestione del rischio (trovi qui la mia guida in PDF scaricabile alla gesitone del rischio in azienda) c’è proprio la capacità – con l’aiuto di un consulente di Risk Management come me – di immaginare cosa succederebbe alla propria azienda al verificarsi di quel determinato incidente. E senza soffermarsi per l’appunto sulle conseguenze più ovvie e dirette: il fuoco brucia, il fiume che straripa sommerge, la frana demolisce, e via dicendo.

Un incidente improvviso, che mette in difficoltà l’azienda e che crea degli effettivi danni materiali, porta anche ad altre conseguenze, quali per l’appunto la difficoltà di ripresa post-incidente, da inserirsi nella lista dei potenziali danni indiretti insieme alla perdita di credibilità, al deteriorarsi della reputazione aziendale, al sopravanzare dei concorrenti, alla difficoltà di contrattare prezzi concorrenziali con i fornitori (che vedono un rischio maggiore nell’azienda incidentata) e via dicendo.

Sapendo che spesso i rischi che possono portare allo stop dell’azienda non possono essere eliminati del tutto, è quindi bene capire come garantire la continuità operativa del business: ecco come agire.

Prevenire e mitigare i rischi con una buona strategia di Risk Management

 Per garantire la continuità operativa dell’impresa, la prima preoccupazione dell’imprenditore dovrebbe ovviamente quella di eliminare o ridurre al minimo la possibilità di incorrere in incidenti tali da provocare uno stop della produzione. Si parla quindi delle attività di prevenzione e di mitigazione, pensando fin da subito sia ai danni diretti che ai danni indiretti, pur nella consapevolezza che lavorare sui primi vuol dire almeno in parte lavorare anche sui secondi.

Il risk manager in questa fase procede quindi con l’individuazione dei rischi e, per ognuno di essi, propone delle eventuali azioni di prevenzione e di mitigazione. Si pensi per esempio all’azienda che, a livello di posizione geografica e di esposizione, anche in base alla lettura dei dati storici, risulta particolarmente a rischio allagamento in caso di alluvione.

Si dovrà quindi procedere mettendo in campo delle azioni tese sia a preparare l’azienda all’eventuale incidente, sia a ridurre i conseguenti danni. Da una parte quindi si formerà il personale, si creeranno dei piani di evacuazione, e via dicendo; dall’altra si metteranno a punto dei sistemi di allarme e di monitoraggio, aumentando inoltre il livello di manutenzione delle strutture e installando laddove necessario delle barriere anti-alluvione. Un ulteriore step, in certi casi, potrebbe essere quello di rendere gli ambienti più resistenti all’acqua, con l’uso di vernici, rivestimenti e materiali specifici.

Il secondo passo: garantire la continuità operativa dell’impresa

Tanti rischi, come anticipato, possono unicamente essere mitigati e ridimensionati, senza alcuna possibilità di eliminarli del tutto e con certezza. Restiamo nello scenario di cui sopra: l’azienda può essere preparata al meglio per affrontare un’alluvione, ma ciò non impedirà nei casi peggiori il danneggiamento degli spazi e dei macchinari, nonché fermo della produzione.

Diventa quindi essenziale lavorare anche per garantire la continuità operativa dell’impresa pur di fronte all’incidente. Dopo che tutte le prevenzioni del caso sono state messe in campo è necessario assicurarsi che l’azienda non finisca per cedere per via dei danni indiretti, a partire per l’appunto da quelli relativi allo stop produttivo, pur di fronte al perpetuarsi delle spese e dei costi, e magari alle penali per delle mancate consegne.

Per evitare che un evento straordinario si trasformi in una crisi irreversibile è bene elaborare una strategia di gestione del rischio e assicurativa in grado di andare al di là dei puri danni materiali, considerando le conseguenze economiche indirette: chi si limita a gestire solamente i danni lascia di fatto “metà dell’azienda allo sbando”.

Dopo aver valutato gli eventi avversi e le loro conseguenze, è bene definire tempi e iter per il ripristino, prendendo in considerazione per esempio sedi, fornitori e processi alternativo, con la sicurezza di poter vantare su polizze assicurative sufficientemente buone per tutelare l’impresa di fronte ai mancati profitti e ai costi eccezionali di ripartenza.

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