Cos’è la business interruption e perché un rischio da non sottovalutare
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Durante le mie consulenze in campo assicurativo e di gestione del rischio aziendale mi capita non di rado di nominare la business interruption, e di vedere disegnarsi un punto di domanda sul volto degli imprenditori e dei manager con cui sto parlando. L’ostacolo non è dato puramente dall’inglese, in quanto il risultato è simile anche nel citare più semplicemente il rischio di interruzione dell’attività in azienda. Oggi voglio quindi dedicare qualche minuto per spiegare cos’è la business interruption nel campo della gestione del rischio in azienda, sottolineando quali sono i relativi e potenziali danni, e come difendersi da questa eventualità.
Cos’è la business interruption: una definizione
Vediamo quindi cos’è la business interruption: il significato letterale è per l’appunto “interruzione dell’attività”. Per dare una definizione più precisa è possibile dire che la business interruption è l’interruzione temporanea e tendenzialmente improvvisa dell’attività produttiva o commerciale di un’impresa, dovuta a un qualche tipo di evento indesiderato (dall’incendio allo sciopero prolungato del personale, fino alla crisi sanitaria e alla calamità naturale).
Si capisce quindi che dal punto di vista di un imprenditore la business interruption è un rischio che non può essere trascurato, e che in quanto tale deve essere preso in seria considerazione nell’attività di risk management per l’impresa.
Come anticipato in apertura dell’articolo, sono tante, tantissime le imprese che non riconoscono la dovuta cura a questo aspetto della gestione del rischio, per via di una certa superficialità nel pensare alle minacce che possono mettere in pericolo l’attività. Pensiamo al già citato incendio: delle fiamme potrebbero danneggiare seriamente il locale produttivo di un’impresa manifatturiera, generando qualche decina di migliaia di euro di danni: una polizza incendio potrebbe ovviamente risarcire l’azienda, così da contenere fortemente l’impatto negativo dell’evento. Ma poniamo caso che, per ripristinare gli spazi, per aggiustare o sostituire i macchinari, siano necessari 10, 20 giorni: si capisce che la business interruption conseguente all’incendio potrebbe essere ben più dannosa delle fiamme stesse, generando anzi danni a cascata.
Per meglio comprendere quanto sia fondamentale assegnare al rischio di business interruption la dovuta attenzione, vediamo degli esempi di interruzione di attività.
Interruzione dell’attività aziendale: alcuni esempi
Abbiamo già fatto l’esempio dell’incendio, nella consapevolezza che la polizza contro incendio e scoppio figura tra le più diffuse. Ma, per l’appunto, queste classiche soluzioni assicurative non prevedono tipicamente nessuna copertura per i danni indiretti, tra i quali ritroviamo proprio la business interruption.
Non è però solo l’incendio che può costringere l’azienda a interrompere la sua attività. Pensiamo per esempio all’impresa che d’un tratto vede cessare una fornitura fondamentale, e che vede passare intere settimane prima di poter trovare un sostituto, così da bloccare del tutto la produzione; o all’azienda che, per via di un danno da ascrivere al fornitore elettrico, si ritrova senza energia per ore, giorni o settimane.
Come si è visto negli ultimi anni in Italia, non è poi remoto il rischio di inondazione, per ritrovarsi con locali inagibili. Non si parla poi dell’eventuale impossibilità di accedere ai locali aziendali per effetto di bonifiche ambientali, o per esempio per dei provvedimenti dell’autorità pubblica, o ancora, per via di un sequestro in seguito a un infortunio.
Ognuna di queste eventualità – insieme a molte altre – può portare a un’interruzione dell’attività più o meno lunga. E certo, si potrebbe pensare che la business interruption comporti “solamente” il costo della mancata produzione. Ma non è così: ci sono ulteriori danni indiretti da prendere in considerazione per quantificare la portata di questo rischio.
I danni della business interruption
Ecco alcune voci per capire quanto può essere costosa per un’impresa un’improvvisa interruzione dell’attività:
– Calo o interruzione della produzione o della vendita;
– Il permanere di costi fissi (affitti, personale, forniture) a fronte di entrate ridotte o nulle;
– Perdita di clienti in seguito alle mancate consegne;
– Eventuali richieste di risarcimento contrattuali per mancate consegne;
– Impatto negativo sull’immagine dell’azienda e sulla sua reputazione come partner commerciale.
Come difendersi dal rischio di interruzione dell’attività
Lo abbiamo detto chiaramente nello spiegare cos’è la business interruption: si tratta di un rischio, e come tale deve essere affrontato, nella consapevolezza che non può essere eliminato del tutto.
Ecco che allora è bene prima di tutto capire come ridurre questo pericolo, rendendo la sua evenienza meno probabile. Sarà bene per esempio evitare di affidarsi esclusivamente a un fornitore per dei prodotti cruciali, mettere a punto un piano di Business Continuity per assicurare una ripresa veloce in seguito a un’interruzione dell’attività, e così via.
Oltre a lavorare sulla riduzione del rischio, sarà bene coprire la parte restante con una copertura assicurativa ad hoc, e quindi con una Polizza Business Interruption su misura, per avere degli indennizzi per le perdite derivanti dall’interruzione totale o parziale dell’attività produttiva o commerciale.
Queste sono le basi fondamentali per difendersi dalla business interruption, all’interno di una buona strategia di risk management. Vuoi capire come proteggere meglio la tua attività, evitando sprechi e incertezze? Ti invito allora a scaricare gratuitamente la guida “Polizze intelligenti – Il nuovo approccio assicurativo per imprenditori consapevoli”, in cui spiego le basi fondamentali della gestione del rischio in azienda, in modo pratico e spendibile nel quotidiano.