Conferimento del TFR a un fondo pensione: perché e quanto conviene all’azienda
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Il peso del TFR per il datore di lavoro
Solitamente, quando si parla del conferimento del TFR a un fondo pensione, si assume la prospettiva del dipendente: senza dubbio infatti il tema della previdenza integrativa è cruciale per il futuro dei lavoratori, ben sapendo quanto saranno ridotti gli assegni pensionistici dei prossimi decenni. Non si può però trascurare il ruolo delle aziende private in questo necessario cambio di paradigma. Il legislatore ha infatti scelto di agevolare in modo sempre più forte l’apertura di fondi pensione, presentando dei chiari vantaggi anche per le aziende che decidono di supportare i propri dipendenti nel conferimento del TFR a questi importanti strumenti di previdenza complementare.
In questa guida, aggiornata alle normative e ai dati del 2026, spiegherò quindi in modo approfondito ma allo stesso tempo semplice i vantaggi del conferimento del TFR a un fondo pensione per l’azienda, mettendo in luce perché è interesse del datore di lavoro orientarsi in questa direzione quanto prima.
TFR e imprese in Italia: un quadro complessivo
In tanti anni di consulenza alle aziende in ambito assicurativo e di risk management ho riscontrato spesso un ridotto interesse da parte dei datori di lavoro nella gestione del TFR dei dipendenti, dettato per l’appunto dalla carente o nulla conoscenza dei benefici del conferimento del TFR a un fondo pensione. Di più: è bene sottolineare che il Trattamento di Fine Rapporto costituisce in realtà un peso per l’azienda. Purtroppo, tante piccole imprese continuano a guardare al TFR come a una stravagante forma di finanziamento da parte dei dipendenti. Non è affatto così, e anzi, un pensiero di questo tipo è molto rischioso: il TFR accantonato in azienda deve infatti essere restituito nel momento in cui il rapporto di lavoro termina, passaggio che può essere anche improvviso. Non si parla solamente di pensionamenti, ma anche di licenziamenti e dimissioni. E ancora, è bene ricordare che i dipendenti potrebbero chiedere un’anticipazione del TFR.
Come si può comprendere, un’azienda che tratti il TFR dei propri collaboratori come un fondo ‘proprio’ potrebbe trovarsi in serie difficoltà in qualsiasi momento, andando ad aggravare velocemente eventuali crisi di liquidità.
Non è tutto qui: è bene sottolineare che per l’azienda il TFR è prima di tutto un costo. Ogni datore di lavoro dovrebbe infatti ricordarsi che il TFR accumulato deve essere rivalutato di 1,5 punti percentuali fissi più il 75% dell’inflazione. Certo, normalmente la rivalutazione del TFR rappresenta una voce ridotta, un costo che l’azienda può considerare come marginale e di poco conto: è sufficiente però affrontare un anno di inflazione alta per avere a che fare con esborsi importanti. È il caso del 2022, con un’inflazione che ha raggiunto quota 8,7%: di conseguenza quell’anno il TFR pregresso e mantenuto in azienda è stato rivalutato quasi del 10%, incidendo in modo tutt’altro che trascurabile sull’economia delle imprese.
Chiarito il fatto che mantenere e gestire il Trattamento di Fine Rapporto in azienda può essere molto costoso, vediamo nello specifico i vantaggi del conferimento del TFR a un fondo pensione per il datore di lavoro.
I vantaggi del conferimento del TFR a un fondo pensione per l’impresa
Come vedremo qui sotto i vantaggi del conferimento del TFR a un fondo pensione sono tanti anche per l’impresa: vediamoli uno per uno.
Riduzione del costo del lavoro: la deduzione del 104 – 106%
È il vantaggio più noto e spesso il più immediatamente misurabile. L’impresa beneficia infatti di una deduzione extra sul reddito imponibile correlata al TFR conferito alla previdenza complementare. Si parla di una deducibilità dal reddito d’impresa del 106% fino a 59 dipendenti e del 104% per le imprese al di sopra dei 59 dipendenti, grazie alla somma tra deducibilità ordinaria e deduzione aggiuntiva del 4 e del 6%. Questo significa che un’impresa con 20 dipendenti che versa 100 euro potrà dedurre 106 euro. In altre parole, si parla, oltre che di un minor carico fiscale, anche di una migliore tax efficiency del costo del personale.
L’esonero dal pagamento del contributo al Fondo di Garanzia TFR INPS
Altro vantaggio del conferimento del TFR a un fondo pensione che assicura una riduzione del costo del lavoro per l’azienda è relativa alla decontribuzione: sulla quota di TFR conferita ai fondi pensione, il datore evita infatti il contributo dello 0,20% destinato al Fondo di Garanzia INPS. Un piccolo dettaglio per le imprese più piccole, che diventa però un vantaggio sostanziale con l’aumentare dei lavoratori.
La riduzione degli oneri impropri
È inoltre prevista, nel caso del conferimento del TFR a un fondo pensione, una misura compensativa tramite riduzione di contributi minori, quantificata nello 0,28% del monte retributivo correlato al TFR conferito alla pensione integrativa.
L’eliminazione del costo implicito di rivalutazione del TFR
Si è spiegato prima come il fatto di trattenere il Trattamento di Fine Rapporto in azienda implichi la sua rivalutazione a spese del datore di lavoro. Come si è detto, passando il TFR al fondo pensione quel debito non resta in bilancio, e l’azienda non sostiene quindi più il rischio di incremento dovuto all’inflazione. In periodi inflattivi elevati questo beneficio può diventare molto rilevante, tenendo conto che si parla dell’esonero di rivalutazione sia sul TFR maturando che sul TFR maturato.
Il miglioramento della struttura patrimoniale e del bilancio
Il TFR in azienda costituisce una passività; destinandolo invece a un fondo pensione si riduce il debito dell’impresa nei confronti dei dipendenti. Questo passaggio può avere ripercussioni positive sul rating bancario e sulla possibilità di ricevere finanziamenti, con la vita finanziaria dell’azienda che diventa più semplice, più programmabile.
La riduzione del rischio legato all’incremento del costo del TFR
Infine, vale la pena parlare anche del fatto che con il TFR in azienda aumentano i rischi in correlazione a fattori come anzianità elevate, contenziosi di fine rapporto, crescite salariali nonché il giù visto fattore inflazione. Si può quindi pensare al conferimento del TFR a un fondo pensione anche come a un’intelligente strategia di riduzione del rischio per l’azienda.
Quanto risparmia oggettivamente l’azienda con il conferimento del TFR a un fondo pensione?
Per capire quanto è possibile risparmiare in azienda grazie al conferimento del TFR a un fondo pensione è possibile guardare a una simulazione Allianz fatta considerando le normative 2026.
Nel caso di un’azienda con 30 dipendenti, con un montante retributivo di 600mila euro, il risparmio fiscale e contributivo totale è stimato a 3.574 euro; a questo va sommato il risparmio conseguente la mancata rivalutazione del TFR, stimata a 958 euro, per un risparmio complessivo sul TFR maturando pari a 4.532 euro, pari al 10,9% di risparmio rispetto al TFR lasciato in azienda; nel caso del TFR maturato, la stessa azienda, conferendo il Trattamento di Fine Rapporto a una previdenza integrativa, potrebbe risparmiare 15.911 euro, per un totale di 20.443 euro di vantaggi per l’impresa.
I vantaggi per i dipendenti
Dopo aver visto i chiari benefici per il datore di lavoro del conferimento del TFR a un fondo pensione, vale la pena ricordare, nel caso in cui ce ne fosse bisogno, che anche i lavoratori dipendenti traggono importanti benefici dal versamento del TFR nella previdenza integrativa. Si parla della riduzione delle tasse da pagare sul TFR, delle deduzioni fiscali sui versamenti contributivi (che dal 2026 sono stati portati fino alla soglia di 5.300 euro all’anno), della flessibilità dei fondi, della loro piena trasportabilità, e via dicendo.
In conclusione: non posticipare il conferimento del TFR dei dipendenti a un fondo pensione
Non ci sono dubbi nell’affermare i vantaggi di conferire il TFR dei dipendenti in un fondo pensione, con vantaggi concreti per l’azienda. Personalmente, sconsiglierei questo passaggio unicamente ad aziende con difficoltà finanziarie o con liquidità limitata: in casi simili spostare il TFR pregresso potrebbe essere difficile o troppo impattante. In casi simili è consigliabile posticipare questa evoluzione, oppure partire in modo progressivo.
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